
Nome: Max®
Entra nella mia casa, accomodati. Appoggia le tue cose dove vuoi, guardati intorno, scruta, assapora, elabora. Poi ama o odia, prendi o cancella,fallo però di tua spontanea volontà.Non mettere limiti ai tuoi desideri.
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Verso la fine dei miei versi
come verso la fine del giorno
oppure verso la fine della notte
quindi verso la fine di ogni cosa
(amo questa parola)
insomma verso la fine
va detto che l'aldilà del mondo è questo
al di qua del ritratto per il quale
ho ragioni ed estensioni di te
e criticamente dovrei decretare (ri)verso e (di)versamente
un'immortalità pari alla tua anima.
Poi il tempo ricomincia
minuti di canzone
gradini di una scala
le porte quante volte aprirei?
Non c'è fine alla fine delle mie insensate stradine?

Qui tra le rime
come tra altre labbra
la lingua in un'altra bocca
la devo risentire
(la risento)
all'altezza di un volume commovente
e l'occhio umido come la lingua
lec(cosa) le cose pensando(ti).
Sommerge universi arretrati fatati
(mi accorgo che non ho fatto altro che parlare di lei inseguendo fumo che inganna gli occhi e un crollo anacronistico di botti).
La vita è un'aldilà di smarrimenti e (con)fusioni
ma al di qua non faccio i miei (s)comodi comodi.
Nessuno sa chi sei.
Ma essere al mondo
essere al mondo vuol dire
vuol dire che tutto può essere
e mi fa impazzire anche il giallo di un limone
se posso spremerlo per darlo a te
e farci limonate di pensieri
e cambiare anche il colore pensando(ti).
Amando(ti).
Ascoltando(ti) ridere, salutar(mi), parlare.
Riflettendo(ti) tutto assume un'altra posizione.


Correre di notte per la strada
viaggiare con l'intento di volere un'altra cosa
e l'aria illuminare di un diamante che riposa
in un cuore che non c'è.
(Il mondo a luci spente mi nasconde dalla gente
per stare un po' con me, un po' con te anche se non sai).
Fermarsi a prender fiato sotto a una finestra accesa
e dietro i vetri l’eco di una festa che mi chiama
ma non mi fermerò pero’...
Correre di notte per vedere
se si spezza il tempo del destino che fra dare e avere
si prende tutto...
e mangia e si divora le emozioni
confondendo il vento con l'amore e con le sue estensioni.
Come se fosse un errore
mentre rido un po' di me
e nel ripostiglio un dolore
che fa a botte col ricordo di qualcosa che non muore.
E guardo me dal di fuori
coperto di attenzioni e di (s)velati desideri
di chi conosce i miei contorni
di chi aspetta i miei ritorni
e di chi non sa niente
e vuole amare la mia mente...
Correre di notte per sparire da quel pensiero
e la quintessenza del mio dire
del mio esser vero...
perso in uno sguardo, in un sapore che non esiste
e stenderci un velo più nero della notte.
E vincere il desiderio di arrivare fino a te
per dirti io ti amo davvero...
e in un brivido impreciso
sul tuo viso l'infinito
accarezzare
senza dire quello che non saprei dire a parole.
Correre di notte per bussare alla tua porta (chiusa)
col domani fra le mani mentre si posa
e dirti non importa il tempo
m'importa che rimani (un'ora qui con me)...
urlare al cielo
una nuvola a lasciare le mie impronte digitali
liberare sul tuo corpo a tracciare
i ghirigori della mente
impaziente.
Correre di notte e un aeroplano solca il silenzio
mi vesto in giacca e cravatta a stemperare cuore d'assenzio
un cuore a rilento che vorrebbe solo accelerare
(raddoppiando il suo modo di parlare per te)
dirti che un po' il tuo calore mi rende migliore.
Un'altra curva sulla mano
un'altra voce che sentiamo
perchè l'immenso è quel che siamo anche se ancora non lo sai.
E aspettare attento
l'ansia di un sospiro sulle dita
a metà fra la tua vita / la mia.

Parla e disegna lei soprappensiero
parla e sviluppa la dimostrazione di un teorema
con tutte le risposte alle domande poste
questioni tonde,tremanti,seghettate, sghembe
Tesi.
Essere e non essere
e tutto il resto appresso
per chi,perchè, per cosa
(un turbinio dentro l'aria esplosa)
e anche ogni cancellatura
è una nuova figura.
Sto dando i numeri
io che di matematica non so un bel niente
fare, uscire di testa
finalmente non credere che esista
il punto di vista
la spina nell'occhio
senza essere rosa.

Finchè ti domanderai se il mondo può bastarti senza me.
Non puoi (rin)negarmi.
(Quando il tempo e' un po' piu' lento io credo che distratta l'hai portato via con te)
(nè con)le parole
(nè con) i sassi.
Errori di sintassi.
Un capo(ri)verso
dalla parte del tuo cuscino.
E' il mio che ti abbraccia mentre dormi accanto a me.
(Esiste che non posso trascinarmi dentro tutte le cose che ho gridato al vento e chissa' se esiste se esistera' qualcuno nel vento che le raccogliera').
E penserò al tuo viso che si (s)chiude tra i capelli
nessuno mai saprà sorridere come i tuoi occhi
e alle mie mani che giocavano tra le tue gambe.
Ho provato ad affondarti
ma forse sono io che devo imparare a nuotare
per non utilizzare
(scioccamente)
la . parola .amore.

Ah, questa sensazione poi.
Sento di star per vivere
e nello stesso momento
tremila riluttanti perplessità
tremila debuttanti che sfondano
contemporaneamente
le quattro pareti del cubo dell'anima
nemmeno tanto ingenuamente
perché non vi erano segnali di divieti
nel battito di ciglia della mente
.
Dovrei essere triste?
(le due figure s'incontrano sull'Arena del silenzio
sfiorandosi)
Mi mangerei oltre il pasto
le liste dei vini
se fossero di sfoglia
al posto delle scritte.
Avrei una voglia
un taglietto d'"affetto".
Cosa sento?
Ma niente.
L'amore non si prova
s'indossa direttamente.
(Le due figure sognate perchè solo io ho visto
un raggio di luna e un'idea di un'altra cosa
il risultato di esistere).
Così come siamo vivi.
Come tutto a volte accade
per ben altri motivi.
Come i lati
di un triangolo isoscele
non avemmo motivo di conoscerci.
(Davvero si sarebbero incontrate le figure?
Ma se non esistono insieme?)
Ma sento un tepore carnale che cresce
(sarà un saldatore che al cuore mi unisce).
Sono come uno che tace
e che si domanda
chi ha parlato
ed ognuno poi si volta dall'altro lato
credendo di aver pronunciato
lui stesso quella frase.
Una frase vestita di (buco) nero.
Al ritorno la strada resta sola
e le corsie (in)(s)contrandosi
non dicono nemmeno una parola.

.
.sparami e prendimi.

Tre più tre
farà sempre sei
e MAI
sei meno.
Almeno per me.

Io ho la dimensione di ciò che vedo.
Così come laviamo il nostro corpo dovremmo lavare
il destino
cambiare vita come cambiamo i vestiti
per quell'estraneo rispetto per noi stessi
che giustamente si chiama
.pulizia.
Prendo il mio cuore (ri)posandolo
sulla mia mano
e con lentezza accelerata
lo faccio parlare.
Ti dice :
"Non penso che a te e altro non devo dire".
L'immensa serie di persone e di cose
che formano il mondo
è per me un'interminabile galleria di quadri
la cui esteriorità non m'interessa.
Voglio (non)catturare
il volo di quattordici farfalle.
In(viola)bile mente la mia.
Viene a prenderle senza sfiorare la loro polverina magica.
Se esistesse un punto di non - ritorno
mi farei tenebra
nel raggio (in)accessibile
di un abisso.
Siamo due abissi, io e te? Un pozzo che fissa un cielo?
Tutte le cellule del tessuto della mia anima
sono albe oniriche sul tramonto della tua.


E la tua mano guidava la mia
a generare sospiri nella simbiosi dell'estasi.
Il mondo fra le tue gambe assume
una dimensione parallela
e non so (con)tenermi nella mia.
E'un druido divino quello che mi bagna le mani e le labbra
e l'essenza (in)corporea di una colonna di marmo incandescente.
Apro una pagina a caso stamattina
una pagina di un libro qualunque e leggo :
chiamiamo idealizazione quella tendenza che falsa il giudizio
dove l'io diventa sempre meno esigente
e l'oggetto magnifico arriva ad impossessarsi del tutto
senza dare niente e divorare l'essenza.
Amare non è una costruzione passiva ma una dimensione attiva.
(Strane le mille coincidenze che non servono più).
E' un fragile equilibrio che
si posa sopra un brivido anche se non c'è
e sono solo chiaroscuri nitidi.
A volte sento un freddo fin dentro le ossa ipotetiche.
Quelle che ancora non sono state raggiunte dal mio freddo.
Oggi a pranzo abbiamo
la verità cruda del giorno
quella che ho sognato
quella che ho pensato
servita su un piatto di carta.
Spettri di contraddizioni
in un amalgama di luci e ombre
a condire l'orbita in cui girano tutti i mondi
e cado fra le cose della vita
come lo scheletro di un grappolo d'uva
(già) mangiato.
Un corridoio assurdo conduce al mio cuore.
Come se tu dovessi saper di me quello che ancora non sono stato mai per convincerti ho due minuti ancora due ma NON li sprecherei per mentirti.
C'è una bambina che gioca
saltando in un prato
non sa che nei fotogrammi
ha scavato il passato
e sui suoi sogni da grande
ha già steso un velo
.
La vita mi donerà qualcosa di speciale
io lo so.
Ho appuntamento con la dimensione fisica del caos.
In questi ultimi giorni
combatto con l'irrazionale
e vorrei ucciderlo.
I sentimenti più dolorosi e quelli più pungenti
sono quelli più assurdi.
Una vocina mi sussurra:
"Guardati, puoi avere "quasi" tutto.
Accontentati".
Ma il desiderio di ciò che potrebbe essere stato
deve morire insieme all'inquietudine.
Il "potrebbe" non è vita.
E io voglio la vita non il "potrebbe".
Una strada deserta
quella del non saper sentire.
Io non posso percorrerla.
Non posso percorrere le strade di un altro.
Un tramonto reale e un tramonto illusorio.
E' ingiusto forse soffermarsi su un tramonto?
E quello illusorio è una macchina fantastica a volte.
Come sarà quella macchina?
Forse non ci è dato saperlo.
Ma il tramonto reale
dovrà per forza arrendersi
e vestirsi di alba.
Non ci sono alternative.
Aspettando un altro sole.
Un sole che riscalda.
Vorrei interrompere un pensiero.
Devo riuscire a distruggerlo.
La poesia che io sogno non fallisce
quando tento di realizzarla.
Cazzo ti avrei dato il mondo.
Ma non basta lo so.
Non è il mio mondo che vuoi.
E il mondo è ancora qui.
Touché.

Vanilla sky
Ti ho vista entrare
dalla porta dei sogni
e poi restare
addormentata ai miei respiri
arrampicarti per le rapide
dei miei sospiri
altrove
quando piove
guardare quella finestra buttare
incessante pioggia sul cuore
ed ignorare il dolore.
E spalancare
i tuoi occhi grandi al sole
mentre solcavo attentamente
ogni angolo di paradiso
con il mio dito
sul tuo corpo intriso di profumo
sentirmi vivo
perchè se esiste un sogno puro
la sua sostanza è stemperata sul tuo viso.
E so non dimenticherai
so che non dimenticherai
un'altalena di paure
un'ombra ad oscurare un girasole
un vento che soffia caldo l'amore.
Non potrò fingere di essere lontano
non potrò sporgermi dal tuo piano
non saprò leggere oltre le dita della tua mano
non vorrò cogliere l'anima di un tulipano.



C'è un ponte invisibile agli occhi oltre a quello che vedi.
Ti sembra finisca
(ma resta)
quando non lo vedi più.
Perchè la verità è una moltitudine di ali
che non vola a intermittenza,
che non conosce coiti interrotti di coscienza,
che non flagella ma accarezza,
che non intreccia corone di spine sull'anima ma l'abbraccia
e ne condivide umori, dissapori e malumori
sapori
tutti
.
Aspri o dolci
e i suoi frutti (im)maturi
(non) raccoglie.
Che nell'impazienza ha la pazienza di non forzare
un nodo che non si scioglie,
di non rovistare nel cuore e spaccare tutto mentre si riposa,
di non sfruttare i momenti di debolezza o di scarsa lucidità.
La verità è implacabile
irriducibile
inviolabile
immortale.
Non assoluta ovviamente
.
Io ti parlo della mia
.
Hey tu.
Dico a te.
Tu in mezzo a tante
tu
nascosta oltre un misero impero materiale
tu senza lustrini
tu
.
tu hai dato un senso solenne
a un desiderio sopito
.
tu
disarmante di semplicità
(non)curante dei dettagli piccolissimi
.
[tu]
.
.Mi sono (ri)svegliato improvvisamente.
.ora.
Rido di me
(appena un po')
in fondo non cambio mai.
Dalla terrazza di questa casa
guardo con fremito la vita
.
E questo sole sgorga così serenamente e perfettamente
sulla mia anima
mi avvolge di tepore (circospetto)
.
(sei pronto per stasera?)
rileggo le pagine di me e di questi giorni
in sottofondo una musica speciale
che d'improvviso spengo
Non so dove portavo i miei pensieri o dove avrei preferito portarli.
All'improvviso si è spezzato
un giorno infinito d'acciaio.
Un ossimoro.
Proprio così.


[Resta con me]
Ascolta il tempo che si è addormentato
ha chiuso gli occhi come un bambino
da fuori il mondo che si è già fermato
è solo un'ombra stesa sul cuscino
.
Da mille anni sto aspettando il [tuo] viso
Da troppo tempo cerco le [tue] mani
Da troppe notti sogno il [tuo] sorriso
Adesso dici finirà domani
[Resta con me]
Io ti condurrò per mano
A scoprire le parole di vetro
Che il vento scrive tra i giardini del nord
(e non torna più indietro)
[Resta con me]
Quando bussa alla porta
La notte con il suo martello nero
E il vento scricchiola attraverso i muri
Ci sembra quasi che frantumi il cielo
[Resta con me]
Per stupirmi ogni giorno
[Per violentare le mie squallide notti]
Notti perdute dentro a un'osteria,
Io e la mia poesia
[Resta con me]
La mia strana pazzia
indispensabile follia
.
[Resta con me]
Con i miei occhi così disperati
Arrossati da troppi uragani
Da troppo vino da troppi amori
Senza speranza senza mai domani
[Resta con me]
A cancellare le ingiurie
Che il tempo scrive sopra i nostri visi
Come graffiti di un metrò lontano
E beffeggiamo il giorno di sorrisi
[Resta con me]
A spiare cosa fa il rumore
Quando il silenzio lo scaccia lontano
E resta solo il tempo per l'amore
[L'amore stretto qui nella mia mano]
[Resta con me]
A tormentare anche il cielo
Che a volte sputa sulla mia poesia
E vende amore solo a borsa nera
Quando il sole va via
[Resta con me]
A guardare il mio cuore
Cadere a pezzi sopra il pavimento
Sembra una stella, una stella che muore
Sbriciolata dal vento
[Resta con me]
Ogni ora, ogni giorno
Fino alla fine del tempo e del mondo
[Resta con me]
Ogni ora, ogni giorno
Fino alla fine del tempo e del mondo
.
[Resta con me ]
.
[odio ancora il vento e odio quello che sa di te
"se provi a volare ti accorgi che qualche stella sta lì per noi
e sfiorandole sei più libera
tu lo sai che il mondo non ti accetta mai per quello che sei
e allunga le distanze per dividerci".]
[Dentro noi ogni paura incongrua nasconde un desiderio.
Dentro noi c'è un lago oscuro, un'altra vita].
.